giovedì 9 settembre 2010

IL LUSSO MADE IN ITALY, FUNZIONA DAVVERO?


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«La Cina fa paura,
è impossibile combattere i loro prezzi.
Ma noi sappiamo creare dei capolavori.»
Wanda Ferragamo, stilista

Anche Wanda Ferragamo parla del lusso Made in Italy come di qualcosa per cui essere orgogliosi. Ma se Santo Versace, partendo lo stesso concetto, alla fine diceva che però ci vogliono impegno, costanza e amore per il lavoro. Ferragamo mette il dito in un'altra piaga della moda e del lusso italiano: non riusciamo più a competere coi prezzi dei prodotti cinesi.

Peccato che la nota consolatoria che aggiunge subito dopo non consoli per nulla, perché, se è vero che non di soli diritti vive l'uomo, come lascia intendere il discorso di Versace, è anche vero che non si può vivere nemmeno di solo lavoro (o di amore per esso) né di solo orgoglio.


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In altri termini agli artigiani del made in italy non può più bastare raccontarsi che però fanno qualcosa che li appassiona, sono bravi, lavorano bene, producono capolavori che gli altri ci invidiano, se poi nessuno li compra.

C'è qualcosa che non funziona. E non solo nel settore del lusso e della moda. La storia del "ma noi però siamo più bravi" è nota e usata in ogni campo produttivo e professionale italiano per non guardare in faccia la realtà e mettersi al lavoro per risolvere i veri problemi, giustificando così l'immobilismo politico-sociale. La raccontano agli artigiani, agli scienziati e perfino agli insegnanti.


Ma la storiellina ormai è vecchia e comincia a infastidire. È ora che chi ci governa capisca che "tutti ci vogliono ma nessuno ci piglia" e se non ci mettiamo a tavolino per capire perché e come risolvere i veri problemi non sopravvivremo a lungo.

L'orgoglio non nutre più nemmeno l'anima!
FONTE: http://arteesalute.blogosfere.it/
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