lunedì 22 giugno 2015

UNIVERSITÀ POPOLARE DI MILANO: UN ANNO MIRABILE

Appuntamento importante quello che si terrà il 26 giugno prossimi in occasione della Sessione Esami 2015. La sede ha celebrato la chiusura stagionale dell’anno accademico 2014/2015 relativo al progetto di cultura e formazione dispensato dall’Università popolare di Milano.

L’Università Popolare di Milano è un Ente senza scopo di lucro affiliato alla UUPN (University of United Popular Nations), che svolge attività di formazione universitaria e ricerca scientifica. L’Istituto si ispira ai principi popolari di forte spirito etico che hanno contraddistinto la sua storia fatta anche di nomi eccellenti che vi hanno preso parte, con presupposti storici dal lontano 1901.

Sul sito  www.unimilano.org, nel menu "offerta formativa", potrete trovare  corsi professionali, corsi di laurea e master.

Confederata e accreditata presso la CNUPI confederazione nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M 21/05/1991 – Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).

Convenzionata con il Ministero della Difesa – Roma, Centro di Alti Studi per la Difesa, è attualmente affiliata con Università nazionali ed internazionali.

Nel 2008 l’Università Popolare di Milano diviene co-fondatrice dell’University of United Popular Nations UUPN, con il fine di attivare politiche di sviluppo internazionali per gli aiuti alle comunità. E’ attualmente presente in Africa, in partnership con le Università di Ouagadougou (Burkina Faso) e Bouaké (Costa d’Avorio).

In Italia le prime Università Popolari furono organizzate negli ultimi decenni del secolo scorso. 
La Scuola allora era privilegio di pochi, l'Università appariva ancora più inaccessibile.
Le Università Popolari, iniziarono dunque ad impegnarsi non soltanto istruendo un numero sempre crescente di cittadini di ogni età e condizione sociale, ma anche coinvolgendo professionisti ed illustri uomini di cultura che desideravano offrire parte del loro tempo e delle loro competenze in questa impresa che appariva loro come una sfida affascinante e, per l'epoca, "anticonformista". 


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